CETTI CURFINO su ILOVESICILIA

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ILOVESICILIA

PERIZONA libri

a cura di Camillo Scaduto

Cetti Curfino

di Massimo Maugeri (La nave di Teseo)

Una donna ha sbagliato e, adesso, è in carcere, dove sta espiando la sua pena. Una conseguenza necessaria e priva di errori, visto che questa detenuta – al secolo, Cetti Curfino – è in galera, dopo essersi autoaccusata con una lettera dall’italiano assai improbabile, ma dal contenuto chiaro e diretto. Quella missiva che le ha aperto le porte della galera e l’ha resa, d’un colpo, inerme vittima delle rampogne del figlio e facile bersaglio di ogni sorta di biasimo. Perché Cetti ha deciso, non solo di confessare, ma anche di rendere pubblico un tormento che da anni la ferisce come donna, come sposa e come madre e che, ormai, l’ha bollata per sempre con il marchio indelebile dell’ignominia. Un baratro ben più profondo della prigione, la vergogna, dal quale non tutti riescono a riemergere. Ma Cetti sa di non avere altra scelta e, dopo avere atteso il momento dell’oblio, si consegna all’inesorabile incedere del tempo ed al metronomico ripetersi di giornate tutte uguali, per potere un giorno, riabbracciare Seby, suo figlio. Tutto questo, fino a quando Andrea – uno spiantato, giovane giornalista – non decide di incontrarla perché ha deciso di scrivere un libro su di lei e sulla sua storia. Un’iniziativa inattesa che avrà la capacità di fare riemergere antichi rancori e vendette. II romanzo scritto da Massimo Maugeri, uscito per i tipi de La nave di Teseo e giunto alla sua terza edizione, ha come protagonista una donna che ha prima conosciuto la violenza sua forniti più dolorosa, subdola e pervicace e adesso persino la disperazione del carcere. Ed è facile immaginare che dietro questa vicenda inventata si nascondano tante Cetti davvero esistenti, che, come lei, hanno sbagliato e adesso non chiedono altro che una vita normale, un riscatto. “Cetti Curfino” è, dunque, oltre che un romanzo, anche un faro puntato sulla condizione carceraria  della donna e della donna madre in particolare, temi scottanti e di bruciante attualità che Massimo Maugeri non esita a trattare con cura, pur dentro i confini della fiction. L’autore, infatti, non si limita a narrare una storia o, nel caso specifico, a descrivere solo il rapporto giornalista-detenuta (che comunque c’è ed è ovviamente importante) e si spinge oltre, perché vuole restituire sin dalle prime pagine ed insieme al lettore, peso e valore alla “perdente” Cetti. Per farlo, non può che scegliere una canzone scandalo e simbolo al tempo stesso: quella “Woman is the nigger of the world” di John Lennon che infiniti lutti addusse alle radio americane ed al cieco perbenismo dell’epoca.

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