CETTI CURFINO sulla Gazzetta di Parma

Il bugiardino dei libri” di Marilù Oliva – “La nave di Teseo”

"Il bugiardino dei libri" di Marilù Oliva: "La nave di Teseo"

di Marilù Oliva

15 Luglio 2018 – 19:47

TITOLO: Cetti Curfino
AUTORE: Massimo Maugeri
EDITORE: La nave di Teseo
ANNO: 2018

Composizione ed eccipienti:

Torna Massimo Maugeri, a distanza di cinque anni da “Trinacria Park” (edizioni e/o), con un libro che, pur attraverso una storia di fiction, può essere definito romanzo-verità. Lo sfondo è ancora la Sicilia, questa volta approfondita nelle sue tematiche sociali più devastanti, quelle che vanno dal lavoro in nero alle morti bianche alle condizioni carcerarie, fino al clientelismo e alla svalutazione delle donne. Svalutata infatti, emarginata, ferita dagli eventi, marchiata da una mentalità patriarcale è Cetti Curfino che dà il titolo al libro, una donna che ha commesso un misfatto, ma fin dalle prime pagine è chiaro che l’autore rinuncia a una visione manichea delle colpe, cercando piuttosto di svelare al lettore quanto sia fondamentale ciò che la vita ci ha dato o, soprattutto, ciò che non ci ha dato. Perché non tutti possono scegliere. C’è chi viene messo con le spalle al muro e scopre che l’unica maniera per sopravvivere è aggrapparsi al degrado.

Andrea è un giornalista che risente, come molti suoi colleghi, dei tempi precari e di una professione malpagata. Vive con la zia Miriam, che ha supplito alle figure genitoriali facendo, a modo suo, da famiglia al ragazzo. Andrea è convinto: vuole scrivere un libro sulla vicenda di Cetti Curfino e per documentarsi si rivolge alla diretta interessata, che sconta la sua pena in prigione. Così la incontriamo fin dalle prime pagine, Cetti, questa donna conturbante, dalla bellezza ferale, diffidente, pugnalata dall’amarezza. Pagina dopo pagina, Maugeri rivela al lettore tutto il mondo che la circondava e le persone che l’hanno accerchiata – anche metaforicamente, fino a un epilogo che lascia col fiato sospeso. Al contempo, lo scrittore catanese informa sulla vita del protagonista grazie a una successione sapiente dei capitoli che spostano il fuoco ora su Andrea ora su Cetti. Quest’ultima, poi, racconta la propria vicenda attraverso lettere indirizzate al commissario, pregne di una lingua vivissima e colorita, un italiano dei bassifondi sporcato di idiomi siciliani ma comprensibile, che ricorda i romanzi storici di Camilleri. Certo un lavoro certosino per l’autore, che ha mostrato grande competenza nel combinare dialetto e italiano parlato.

Una storia che tocca il cuore e che fa riflettere, un libro necessario per comprendere e correggere i lati distorti della nostra società.

Indicazioni terapeutiche:

Questo libro infonde coraggio a chi ne è sprovvisto.
Consigliato a tutti, benefico:

Chi traccia una linea di demarcazione netta tra vittima e carnefice.
Chi non chiede mai lo scontrino o la fattura.
Chi si sente in un vicolo cieco.
Figli che giudicano severamente i genitori.
Chi abbraccia un’idea ma è titubante nel perseverare.
Giornalisti che non ce la fanno più.
Controindicato per:
Chi soffre di claustrofobia da prigione.

Posologia, da leggersi preferibilmente:
Ascoltando la play list consigliata dall’autore stesso, alla fine del libro.

Effetti indesiderati:
Imparerete anche diverse tecniche per pulire l’argenteria.

Avvertenze:
Conservare di fianco ai dischi di John Lennon
Pillole:

«Nei due bracci principali dell’istituto le celle erano strapiene. In alcune di esse vivevano fino a dieci detenuti, collocati in letti a castello di tre o quattro piani. Molta di questa gente, dunque, si trovava costretta a vivere al di sotto dello spazio minimo oltre il quale, secondo quanto indicato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, si configurerebbe la tortura».

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«E per un volta, almeno per una volta, potremmo fingere di non pensare che senza lavoro e senza soldi un essere umano vale meno di un refolo di vento».

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«Immagina che vivi in un posto di merda, dove ogni giorno è difficile e per non soccombere devi combattere. Sempre. Ogni giorno. A un certo punto tuo padre muore e sei nella merda più di prima. Vedi che tua madre non ce la fa e capisci che ti devi arrangiare. E arrangiarsi, in un mondo come questo, in un posto come questo, significa farsi crescere i denti e le unghie».
Massimo Maugeri collabora con le pagine culturali di magazine e quotidiani. Ha ideato e gestisce Letteratitudine (in rete dal 2006), blog letterario d’autore del Gruppo L’Espresso nonché uno dei più noti e seguiti blog letterari italiani, integrato dal quotidiano culturale online LetteratitudineNews. Dal 2009 cura e conduce una fortunata trasmissione radiofonica culturale di libri e letteratura che ha lo stesso nome del blog, incrociando la propria voce con quella dei più noti scrittori italiani e internazionali. Ha pubblicato romanzi, racconti e saggi, tra cui il romanzo Trinacria Park (Premio Vittorini).

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