CETTI CURFINO su Robinson – la Repubblica

di @CasaLettori

Cetti Curfino (La nave di Teseo) è “vittima invisibile di una società intenta a crogiolarsi tra le proprie miserie”. La protagonista si racconta con un dialetto sgrammaticato, aspro, ritmato da un dolore infinito. La morte del marito, l’odio del figlio, la precarietà del quotidiano e un gesto di ribellione che pagherà caro. Sentiamo sulla pelle la disperazione di chi non ha scelta, ricattata da una povertà che non fa sconti. Guerriera orgogliosa non si lascia distruggere dall’esperienza carceraria. Massimo Maugeri sceglie come coprotagonista “un giornalista precario in cerca di storie” e dall’incrocio di due esistenze tanto diverse nascono denuncia sociale e speranza di riscatto. La violenza nei quartieri popolari, le morti bianche, la prevaricazione sulle donne e sullo sfondo l’attesa di una madre, “universo senza confini”. Il romanzo restituisce quella sicilianità che sa vincere il pianto con una risata liberatoria.

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