CETTI CURFINO su Il Mattino

Il Mattino del 30.6.2018 (Cetti Curfino)

IL MATTINO

“Canone meridionale”: La bella Cetti e gli uomini che pensavano di sfruttarla

di Francesco Durante

Ridotta all’osso, la trama del romanzo di Massimo Maugeri “Cetti Curfino” (La nave di Teseo, 254 pagine, 18 euro) racconta di una bellissima vedova siciliana che sta in galera perché ha commesso un delitto orribile. Ma l’ha fatto perché condotta all’esasperazione da un mondo che pensava di poterla sfruttare e umiliare: un mondo di uomini sempre pronti a considerarla una preda facile, un sindaco che le aveva promesso di trovare un lavoro per suo figlio Sebastiano traviato dalle cattive compagnie, e un cognato che abusava di lei approfittando del fatto che le servivano i pochi soldi che poteva darle, e che poi, precipitato anch’egli nel baratro di una disperante disoccupazione, si era messo in testa di venderla ad amici compiacenti col consenso della sorella di lei. Cetti, scrive Maugeri, ha «uno di quegli sguardi capaci di bloccare il respiro», e una bellezza «dotata di un incanto ferale». Così la vede, nella prima pagina, Andrea Coriano, un giornalista precario che per pochi spiccioli scrive su «L’Araldo dell’Etna». Andrea ha capito che la storia di Cetti cela un re-troscena terribile, e si è messo in testa di convincerla a raccontargli tutta la sua storia in modo da ricavarne un libro. Sulle prime Cetti, orgogliosa e sospettosa, si rifiuta categoricamente, ma poi, piano piano, si farà un’idea diversa. In realtà, in qualche modo quella storia l’ha già scritta lei nelle lettere al commissario Ramotta allegate agli atti del processo e inserite nel corso del romanzo. L’ha scritta come una donna che non ha studiato, ma ha il dono di una sorgiva espressività: commette continui errori di ortografia, declina il presente del verbo avere omettendo le h, scivola spesso nel dialetto, ma il suo dettato è vitale e indomabile. E, quasi con impassibilità, snocciola i fatti e spiega che cosa abbia significato per lei la maledizione della bellezza: «Non per dire, ma anche se ciò quarantenni pure le attrici giovani, quelle di cinema, se la sognano una vita stretta e minne come le mie. E nemmanco in faccia sono male, che anzi mi dicono che ciò gli occhi chiari e le labbra grandi che paro l’attrice Angelina Giollì. Ma il fatto che sono bella solo problemi ma dato. Sempre a stare attenta, sem-pre gli occhi dei masculi indos-so. E lei lo sa commissario, che o visto che una taliatina, ieri mattina, che ciavevo la maglietta di cotone, cela data pure lei». Maugeri, titolare del blog letterario «Letteratitudine» confeziona una storia semplice, insieme disperata e lieve, algida e sensuale, con un esito a sorpresa. La sua protagonista s’impone a cagione di una personalità veramente speciale, e fin dal primo momento merita la più cordiale solidarietà del lettore.

Il Mattino” del 30 giugno 2018 – pag. 17

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