CETTI CURFINO su Convenzionali

“Cetti Curfino”

51bU2UcEI0L._AC_US218_

di Gabriele Ottaviani

Cetti Curfino, Massimo Maugeri, La nave di Teseo. Andrea è giovane. Non ha pressoché il becco di un quattrino. Di fatto la sua vita ruota intorno alla zia Miriam, che insieme al suo gruppo di amiche di mezza età non si rassegna al fatto che l’alternativa all’invecchiamento sia solo una, ossia vedere precocemente i fiori dalla parte della radici, o, come si dice in certi territori anglosassoni, osservare crescere i ravanelli da sotto, e quindi se ne va in giro a far baldoria, perché del doman non v’è certezza, e lui fa loro da chaperon, più o meno, ammesso e non concesso che possa esserne in grado. Fa il giornalista, almeno di nome, e proprio dai giornali è venuto a conoscenza di una storia che ha tutte le caratteristiche del romanzo d’appendice, quella d’una donna senza gli strumenti per essere forte in un mondo di lupi, bellissima e precipitata nel gorgo dell’abiezione. In carcere. È lì che la incontra. È lì che le sue parole stentate iniziano a lavorargli l’anima, con sempre maggior forza, stentoree come una voce eroica, scabre come la superficie d’uno scoglio appuntito, penetranti come lo sguardo che si è costretti almeno una volta nella vita a rivolgere alla propria anima per poter finalmente crescere. Cetti Curfino è il simbolo del dolore del mondo, è una protagonista straordinaria ritratta mirabilmente che ci racconta della vana prepotenza dell’inumanità. Eccellente.

 

Annunci